ultimi post su iobloggo.com Supporta iobloggo.com!
scheda blog  aggiungi ai preferiti 

[ spiders from Mars ]

Tutto è iniziato quando io e la mia scimmia siamo cadute sulla Terra. Marte ci manca un po'.

Counter

Ho fatto 39203 refresh

 
13/05/2008
..: ... :...



Postato da: RainingCats a 10:04 | link | 4 commenti
..: marzianitā :..

06/05/2008
..: Camera Ardente :..

Questione Settimanale:

se avvolgessimo il presidente della camera in una illustrissima bandiera israeliana tutta seta e schiaffòn, quando tempo impiegherebbe lui a trattenere l'autocombustione?

1 -  non la trattiene. E' una questione di pelle, non può farci nulla. E come ha detto recentemente un mio amico: "tutto cambia, ma io non posso"

2 -  30 secondi. Il tempo massimo in cui riesce a distrarsi e pensare ad altro.

3 -  1 minuto. Il tempo utile per correre accanto ad uno col codino e dare la colpa a lui.

Postato da: RainingCats a 09:11 | link | 5 commenti
..: mond-amenitā :..

17/04/2008
.: nUOVO corso DI GALLINA:..

Ora che ho scoperto che alla base della mia teoria del tempo ci sono gli stessi assunti che alla base della sempre mia teoria della conoscenza di recente intuizione, ho deciso di rinunciare al Nobel per la fisica e puntare piuttosto a fondare una nuova religione, perché rende di più.
Quindi mentre lei e con lei cerchiamo una via di uscita, anzichè trasferirmi immediatamente in Spagna perché lì è scontato che si vive meglio, al fine di finanziare il movimento nascente mi trasferisco in Texas, dove ci sono mandrie e mandrie di idioti da spennare.

intuisco già che non fregherà ad anima viva, ma s'anche a qualche cadavere gli prudesse una spalla e volesse uscire dal torpore dell'antica maledizione che lo costringe a leccare biada transgenica senza deglutire, si faccia avanti, sono pronta a scambiare Cannavaro con Baresi.

Postato da: RainingCats a 14:24 | link | 5 commenti
..: marzianitā :..

27/03/2008
..: Mi chiamo Mork su un uovo vengo da Ork :..

C’era una volta una principessa proprietaria di una Corsa che un bel giorno vento nei capelli tagliati di fresco sognando una cupé rossa decise con degli amici di fare una fottutissima gita sul Passo Manghen. Correva il mese non mi ricordo ma all’incirca d’estate. Scorsa. Anzi Scorza, di mela avvelenata. Che BiancaNeve si strozzi una buona volta e la pianti di raccontarsi candida a generazioni di innocenti che tanto a dodici anni già se la immaginano sottovetro a fare le peggio cose.
Dicevo.
Da quel giorno nulla è stato più lo stesso: un’ombra nera, malvagia e cornuta ha preso ad aleggiare tra me e la mia Corsa, BluCompagna di MilleAvventure. Blu.
Ma quel giorno nefasto le uniche mille bolle che il fato malefico volle concepire furono quelle del radiator di tomba, che lungi dall’essere un canto narrativo diffuso dalle Alpi agli Appenini, si scoprì un gioco funesto appena innescato tra cinghia di trasmissione e la pompa dell'acqua da qualche malalengua.
Che gl’ trasesse in una recchia una vespa. Ma di quelle d’epoca.
Quel giorno si narra dello stramazzare al suolo di Odino, Ra e Sun-Ra,  seguiti a ruota da Santa Rita e San Fornacello Martire due giorni dopo, quando ho lasciato all’unico meccanico nell’arco di 10 kilometri la cifra di 470 euro dicendogli pure grazie che invece di fare il giocoliere e scappare col circo quella volta la madre l’ha mandato a calci nel culo nell’officina del cugino della sorella della vicina di casa.

Da quel giorno tutto sembrò filare liscio: io e la mia MilleBolleBlu fotografate dai paparazzi indisturbate per gli itinerari soliti, coppone-casamia, casamia-casadellamusica, casadellamusica- coppone-aperitivosimposio-forseèmegliochetornoapiedi... e insoliti, gite fuori porta possibilmente non in salita, grazie. Prego. Manghen? No. Manghen p'o' c..

Poi l’inverno.
Lascio StellinaBlu parcheggiata sotto casa e mi imbarco per Marte.
Al ritorno, neve, gelo, mortacciuoli e vin santo, riprendo StellinaBlu perché voglio andare al coppone a comprare lo Strega, ma non parte. Ansima. La accarezzo ma stramazza.
Ogni luminosa parvenza di luce della CicciBlu scompare affivolendosi in un ultimo anelito d’addio. O di odio. Sembra che ce l'abbia con me.
Sento le campane che suonano l’intervallo di ottava di BlackSabbath dei BlackSabbath. E non è l’autoradio purtroppo. Ora pro nobis.
Sconsolata mi divido tra amici pazienti e amici disponibili, tra mettere a caricare la batteria lasciando che impesti me, la cucina e i gatti di esalazioni nocive e schivare i Santissimi Medici Cosma&Damiano che cadono sul cofano della Micra di fianco quando la chiave da 10 scivola nel motore. Ma almeno la batteria è carica.
“Come è entrata uscirà!” mi suggerisce l’amico paziente e disponibile, l’unico abitante dell’intersezione degli insiemini di prima, “magari sgomma un po’ per il parcheggio, chessò frena bruscamente, accelera, inchioda!”
Buona idea, ma niente. Solo un attrezzo con la punta calamitata mi avrebbe salvato.

Risolto quest’ennesimo vulevànt, io e la MiciaBlu eravamo di nuovo insieme, sciocchine schiocchissime. Che bellezza. A sorridere ai paparazzi salutando i fans sul tombone del Poli Regina. Un po’ durò, ma la malasorte sappiano bene quando incontra terreno fertile non lo molla facilmente, a maggior ragione se le fila sono ben tirate da qualche malazappatore che nasconde aghi nei pagliai.
Insomma, arrivò quel bel giorno anzi quella brutta notte, in cui i mulinelli di vento si fecero cicloni, tutto ritornò tetro, il cielo specorellò montoni infuriati, le cavallette mangiarono le rane, le rane non chiesero aiuto e un topolino mio padre comprò.
 Alle tre di notte di un venerdì qualunque, due prima che si facesse santo, davanti al fornaio in religiosissima attesa di una schiaffeggiata di pizzette calde, guardo la GioiaBlu e noto uno sguardo triste, malinconico che le freccine intermittenti sembravano uno stillicidio di  gocce d’ambra. E non sembrava essere l’imminenza della Settimana Santa perché Cristo e la Madonna li avevamo lasciati apposta lì che potessero rinnovare come ogni anno il loro SantoDoloreinSantaPace.
L’amico intersecato mi fa notare con lucida serenità che se smettessi di tracciare linee nel cielo per scrivere la scritta Rum e se la piantassi di passare ore davanti ad un monitor, forse mi accorgerei che più che triste, la piccina era senza targa anteriore.

Come si fa a perdere la targa?

Bella domanda.
La prima opzione è che la perdi pe strada.
Naaaaaaaaaa… con quattro viti? Si, può essere se le viti sono quattro viti a pressione di plastica che stanno su con la schkutazza

La seconda è che te la rubano.
No. Avrebbero rubato anche quella di dietro. E mi avrebbero già accusato di una rapina alla Cassa Rurale di Vigolo Vagolo, che col culo che ho non rapino manco una multinazionale.

La terza opzione vive nel sospetto del Dispetto di un carabiniere in doppiopetto. Opzione remota, perché ritengo di essere una personcina benvoluta. Eppure trattasi dell’opzione più caldeggiata dall’inciucioso carabiniere per cui mai porre limite agli ex, amici, amiche, fidanzati ed animali domestici. Effettivamente, io avevo dei conigli nani una volta, che oggi credo sopravvivano in parte in buone mani per quello che ne so, ma la rabbia dei denti di Puck potrebbe effettivamente essersi rivalsa sui rivettini della mia targa anteriore.

Insomma vi risparmio 15 giorni di sangue amaro e riassumo le poche regole da seguire in caso di perdita di targa:

 1. Non dare retta ai carabinieri: la targa in sostituzione di quella caduta/persa/secciata autocostruiscitela di cartone non cercarla nei negozi di Targhe e Timbri perché ti ridono in faccia...

2.  Non dare retta alla motorizzazione, non autocostruirti la targa, perché se ti fermano i carabinieri per strada e la Z è un cm più corta del 3, il verbale te lo fanno loro non la signorina della motorizzazione che al telefono ti dice che i carabinieri dovrebbero leggersi il codice della strada. Perché le forze dell’ordine in strada ci stanno, mentre lei no. Ancora.

3.  Quando telefoni alla motorizzazione civile di trento e chiedi con il cambio di viabilità come ci si arriva, ignora qualunque risposta ti venga fornita dalla signorinaltelefono e fa la stessa strada di sempre come se non avessero mai chiuso la tangenziale. Pena giro dell'oca. Gioco di società altrimenti noto come circumnavigazione della signorinaltelefono.

4.      Quando vai a reimmatricolare la macchina portati dietro un cacciavite piatto, non chiederti come mai. Affinchè ti consegnino la nuova targa devi restituire quella vecchia e non è carino, soprattutto se sei una signorina, scalciare sul portellone della tua macchina a gambe sollevate e far leva con quello che trovi urlando e invocando la forza di Thor e il suo martello.

5.    Quando vai a reimmatricolare la macchina non sorprenderti se alla consegna delle nuove targhe allo sportello dietro tua ripetuta richiesta NON ti vengano assolutamente consegnate le viti a pressione per fissarla, invitandoti piuttosto ad andare a montare la targa da un carrozziere.

6.     Dotatevi di un grande, immenso, carico cornicello.


Aneurisma della Settimana:

Ripetiamo insieme e diciamo: "a cci vo mal a nuje l'hann assì l'uocchje da for"
Porcocazzo.

 

Postato da: RainingCats a 16:19 | link | 11 commenti
..: marzianitā :..

17/12/2007
..: t piasc 'o presepje? :..

Ho due gatti.

Se facessi il presepe lo dovrei recintare, dovrei mettere tutte le pecorelle nell’ovile.
Di conseguenza i pastori potrebbero anche rilassarsi e li farei con la frasca secca in bocca seduti sul bordo della collina di muschio che cacciano conigli con una pietra legata a una fune. Perché i pastori, parola di un nobile pastore il cui nonno uccise un ciuccio con una capata, fanno anche questo, solo i pastori del presepe di solito sono miti e  impugnano le zampogne senza castimare per quanto fiato devono menare.

La Madonna la metterei a letto perché è stanca e almeno qualcuno ogni tanto se ne deve ricordare perché non è che una partorisce e due minuti dopo si mette in adorazione del figlio. Poi dicono che crescono mammoni e pieni di problemi, scaricano sulle femmine le responsabilità, ed entrano tutti in crisi a 33 anni e si lamentano sempre che si sentono in messi in croce.

Giuseppe non lo so dove lo metterei perché lui è un tipo autonomo, talmente autonomo che nel Vangelo non sanno manco più come riferirsi a lui, perché un po’ fa pena Giuseppe diciamocelo, lo chiamano “quello lì” e te lo immagini lento e ciondolante per il deserto della Giudea, solo, che si trascina dietro due enormi rami.
Non sono rami?
Ma si che sono rami. Faceva il falegname no?

 

Ecco.
E poi la grotta.
La grotta? Ma quale grotta??
E cce stèm a Castellèn!!
Mangiatoia. Capanna. Trullo (si mio padre fa il presepe coi trulli…).
Tutto. Ne ammetto di ogni sorta, ma grotta no. Sempre la solita fissa.
E po’ discìm a froid…

 

L’unico felice nel mio presepio è un tizio biondo che sventola eccitato le lunghe ali di seta bianca sopra la Sacra Famiglia.
Si chiama Gabriele (“Gabriè, tu sì sceeem!” si quello lì…) e pare si aggiri da nove mesi circa all’ombra degli ulivi tra le colline tra Gaza e la Striscia fino ad oggi, al giorno tanto atteso del parto, quando all’improvviso dalli cing d matin ha iniziato a sudare freddo e camminare avanti e dietro pallido com na mappin davanti alla mangiatoia-capanna-trullo guardando il cielo e dicendo “fa che sia femmina, fa che sia femmina…”

No. Maschio.
“posso scegliere almeno il nome?”
“No” gli tuona Dio “ca n’ha fatt ggià assè dann p cuss’ann!!”
Salvatore. Totore. Tore. To’. Sa. Sasà. Salvatò…. Gesù.
Mah… misteri della fede.
Quindi non li capirò mai, al quadrato.

Gesù.
Dove lo metto Gesù nel mio presepio?
In gabbia.
Si, per proteggerlo.
Perché io lo salverò:

dall’adorazione della madre, affinché diventi un vero uomo       
                                                                                                                                                                (ora pro nobis)

dall’alcoolismo di Giuseppe, che avrebbe voluto lavarsene le mani, ma il copione prevedeva lo facesse un altro
                                                                                                                                                                (ora pro nobis)

dall’eterna illusione di un ragazzo padre vestito di rosa e seta sciffòn che si dice si aggiri ancora all’ombra degli ulivi, e che tra l’altro lo avrebbe voluto femmina                                                                     
                                                                                                                                                               
(ora pro nobis)

…e da Shakey, il piccolo dei miei due gatti, che se gli venisse fatta se lo porterebbe dietro l’armadio, nel cimitero dei tappini dell’acqua Lilia.

                                                                                                         

                                                                                                                                                                   AMEN


 


 


 

Postato da: RainingCats a 13:26 | link | 29 commenti
..: marzianitā :..

06/12/2007
..: Immaginazione? :..

ancora fino a domani, che poi Internazionale pubblica quello nuovo...


Toro (20 aprile - 20 maggio)

Esplora la zona proibita della tua immaginazione, Toro. Sto parlando di quella parte quasi inconscia della tua psiche in cui le fantasie tabù e le idee ribelli hanno continuato a crescere nell'ombra, accumulando una cupa luminosità come fanno tutte le cose segrete. Se ti deciderai ad affrontarle adesso, farai appena in tempo a impedire che diventino spaventosamente grandi e sfuggano al tuo controllo. Anzi, hai ottime probabilità di trasformarle in risorse che ti saranno molto utili nei prossimi giorni.


Postato da: RainingCats a 12:44 | link | nessun commento
..: marzianitā :..

21/11/2007
..: Immigrant Song :..


Siamo emigrati troppo a lungo.

Quando l’azione dell’emigrante si compie inizia la sua condanna.
Inizio a pensare che il destino dell’emigrante sia quello del continuo ritorno.
L’andata scompare come azione e direzione intenzionale e diventa il fantasma di un corpo che si trascina tra due luoghi, un corpo che negli anni ha perso colore ed espressione, forza e intensità.

L’andata è il fantasma dell’ossessione del ritorno. Ecco.

L’emigrante va una volta sola, come se scegliesse di immettersi per sempre in un ingranaggio con la scelta fatta in un solo maledetto ed inevitabile istante. Lo sforzo della scelta è talmente forte che la sua volontà si spegne e il suo moto diventa oscillatorio tra due luoghi, quando ne raggiunge uno ne ha sempre un altro speculare a cui deve tornare.

Dalla città al paese. Dal paese alla città.
Dalla montagna al mare. Dal mare alla montagna.
Come una moneta nel palmo della mano a cui hanno avvelenato la sorte, che non gioca più.

Dov’è la soluzione?

e cosa diavolo c’è tra l’andata e il ritorno che non stia fermo?




Postato da: RainingCats a 11:44 | link | un commento
..: riflessi :..

05/11/2007
..: ... :..



"Occhiu, malocchiu, malincunia:
nesci malocchiu di la vita mia,
e pe' la Santa Notti di Natali
mu squagghi comu l'unda di lu mari!"



Postato da: RainingCats a 12:20 | link |
..: marzianitā :..

15/10/2007
..: galline :..


"le megghije jaddinne rummannene jind u jaddenere"


Postato da: RainingCats a 12:59 | link | 9 commenti
..: saggezza popolare :..

01/10/2007
..: Appioppamenti :..

I Celti per cui ho una simpatia, nel senso che mi fanno ridere quando ci penso, svilupparono (e qui rido ancora) un oroscopo basato sulla corrispondenza tra periodo di nascita e alberi.
Non stelle, pensieri profondi, pianeti retrogradi transiti di comete, asteroidi, piramidi, Iside e Osiride, polvere da sparo e magna grecia.
No. Niente.
Alberi.

I Celti hanno inventato la new age: quel movimento culturale atto alla rivalutazione del neolitico.

Secondo l'oroscopo celtico io sono un Pioppo



Pioppo - dal 4 all'8 febbraio - dall'1 al 14 maggio - dal 5 al 13 agosto - dal 3 all'11 novembre

Ambizione e passione per il rischio sono due delle principali caratteristiche dei nati del Pioppo.
in realtà per me rischio è sinonimo di rogna. E ho sicuramente la passione per le rogne nel senso che mi APPIOPPO da sola sempre le situazioni da cui non sono cazza di uscire senza annodarmi l'intestino alle budella facendo banghing-giamping col cordone ombelicale del tempo che fu che mi strozza quando cerco di nascere al mio futuro.

Non amano le mezze misure:
si è vero, mi scoprono sempre i polpacci da calciatore che sono la cosa peggiore che ho

tutto e subito potrebbe essere il loro motto.
è vero ma questo motto vive solo nella sovrastruttura razionale che ogni volta spingo davanti a me, affinchè mi preceda, come quei carrellini bi-rote che ti danno in ospedale per farti camminare quando sei rincretinito da un'anestesia o in pantofole da coniglio che è meglio che nessuno le scorga.
Oltre la sovrastruttura e dietro il bivalve in realtà si cela un bradipo che si addormenta ogni volta che qualcuno gli sta soffiando la macchina, il portafoglio, il ragazzo che ti piace, per poi piangere sul latte versato. scremato perchè è a dieta. e quanto rompe co sto fatto che è a dieta. e non fuma e non beve... ma piantala.

La loro convinzione in se stessi li porta spesso a ricoprire posizioni di potere.
Si sono il capo dei 150 ore.

La leadership per loro è innata.
quotidianamente decido i destini del mondo e me li impongo allo specchio.

Ottimi manager o abili politici, detestano la banalità e la mediocrità.
quotidianamente dispongo dei destini del mondo e me li impongo allo specchio. qualche volta mi avventuro sul balcone.

Il loro punto debole è il controaltare della loro forza: eccessiva fiducia in se stessi e nei propri mezzi.
hahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha

Mancanza di umiltà.
è vero se Trento fosse più umida sarebbe meglio, ma Venexia no, sarebbe troppo.

In amore sono esigenti e desiderano un partner fedele e intelligente che sappia dare molto.
e allora?? che male c'è???
voglio essere l'unica, non la seconda o la terza o la anche. U N I C A.
ah, con serenata, grazie.
sono al sesto piano, si.
...vabbè dai, cavolo un po' di fantasia!

... pritti uoman? si, vabbè dai che originalità..

Esigono anche un compagno che sappia comportarsi in modo adeguato
basterebbe che non rutti a tavola, che spenga la TV, che non dica la parola pallone per più di tre volte al mese, a meno che non ha il mal di testa o l'orchite

durante gli eventi mondani e nelle altre situazioni sociali a cui spesso partecipano.
ma stai parlando con me? pronto?? tutuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu....

Segni celtici affini: Tiglio e Melo
non credo proprio perchè se il primo lo bevi dormi se la seconda la cuoci cachi, quindi non vedo come potrei cercare un uomo del tiglio o del melo

Erbe aromatiche per loro particolarmente benefiche: Maggiorana, Aneto e Felce.
ah, non Marijuana, Stramonio e Cicoria?

 

Postato da: RainingCats a 01:20 | link | 6 commenti
..: marzianitā :..

1
 

Archives

oggi

2008

2007
2006
2005
2004

maggio 2008
l m m g v s d
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
« apr  oggi  giu »



email me


reso in 0.254 sec.
powered by iobloggo.com